Villa Coluccia è stata costruita nel 1930 come seconda casa. Nel tempo è stata abbandonata, ma recentemente la famiglia è tornata ad usarla come risorsa economica e abitativa. Il terreno ospita dei frutteti e degli uliveti che costruiscono, insieme ai muretti a secco, il caratteristico paesaggio della campagna salentina. La riqualificazione prevede l’ampliamento di due edifici del complesso: la villa e il fienile. In entrambi casi i nuovi volumi si distaccano dai precedenti nell’uso della texture, pur mantenendo l’assetto solido e materico dell’architettura del posto.
I materiali sono quelli del luogo, abilmente lavorati dalle maestranze locali. Nella Villa la tradizionale texture del colombaio viene ripresa per organizzare la facciata dei nuovi locali; nel fienile, l’ aggiunta è un volume stereometrico in pietra leccese lasciata a faccia vista. Il giardino e il terreno dell’azienda agricola vengono riconfigurati per la produzione e per la fruizione a orto botanico. Gli spazi abitativi saranno destinati a residenza turistica.