SPAZI APERTI | COMPLESSO DEL FAVERO | SANT’ELIA

Il progetto coinvolge gli spazi aperti del complesso Del Favero, a Sant’Elia, quartiere caratterizzato da edilizia residenziale pubblica costruita a partire dagli ‘50, oggi segnato da criticità strutturali, marginalità urbana e carenza di servizi.

Il Complesso Del Favero ospita 265 alloggi distribuiti in 14 edifici disposti in 5 blocchi, originariamente permeabili al piano terra. Gli edifici sono organizzati intorno ad una sequenza di slarghi e piazze; l’area è perimetrata dalla viabilità di quartiere, di cui il progetto mantiene il tracciato, rimodulando in alcuni casi la sezioni anche tramite l’inserimento di piste ciclabili e di passaggi pedonali rialzati.

La riorganizzazione degli spazi prevede un alto grado di camminabilità, ottenuta tramite il riassetto della viabilità prossima agli edifici e i relativi parcheggi e la conseguente pedonalizzazione di vaste aree dotate di nuovi servizi, ombra, illuminazione e zone di sosta. Il nuovo sistema di percorrenze costruisce relazioni fisiche e visive con gli spazi limitrofi coadiuvato dalla localizzazione elementi puntuali di futura realizzazione, servizi aperti al pubblico che fungono da cerniera lungo le direttrici di connessione, come il nuovo edificio del Campo Sportivo e la Biblioteca. Il principio è quello di ancorare l’area ai sistemi insediativi e ambientali di contesto e, di conseguenza, al resto della città. L’importante dimensione del quartiere induce alla proposta di articolazione di diversi episodi urbani, organizzati secondo un gradiente che, anche se tramite un linguaggio comune, induce alla specifica delle varie aree tramite caratterizzazioni particolari, al fine di innescare processi di riconoscimento degli spazi per i residenti, ma anche per gli utenti di un bacino più ampio.

Gli spazi di connessione sono il primo tipo di spazio nella scala del gradiente, rappresentano la nuova struttura urbana e sostengono il sistema di ancoraggio ai sistemi ambientali e urbani limitrofi. Sono spazi generosi, un sistema di piazze lineari che, se da una parte permettono l’attraversabilità dell’area di progetto, dall’altra inducono allo stare, alla sosta, al gioco.

Gli spazi di prossimità sono spazi oggi già delimitati dal sedime degli edifici, oggi quasi di natura cortilizia, vengono proposti nel progetto in forma aperta e largamente accessibili. Ognuno di essi ha una caratterizzazione specifica, includono zone per la sosta e per il gioco, differentemente declinato.

Gli spazi di prossimità sono spazi oggi già delimitati dal sedime degli edifici, oggi quasi di natura cortilizia, vengono proposti nel progetto in forma aperta e largamente accessibili. Ognuno di essi ha una caratterizzazione specifica, includono zone per la sosta e per il gioco, differentemente declinato.

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Gli spazi di soglia sono invece gli spazi più prossimi agli edifici. Identificano gli ingressi dei condomini e l’area di pertinenza degli edifici, ospitano aree utili ai residenti, come quella per le rastrelliere e i mastelli condominiali
A sottolineare la relazione che le varie parti di progetto hanno fra di loro, inserti nella pavimentazione costruiscono dei “percorsi morbidi”, linee ramificate e continue che attraversano i vari episodi urbani costruiti dal disegno delle varie aree.

Al centro dell’area di intervento si colloca l’edificio dell’asilo nido, di cui il progetto riconfigura la recinzione esistente trasformandola in una soglia attrezzata, integrata con pensiline, sedute, elementi ludici e dispositivi di relazione tra interno ed esterno.
Lo spazio dell’asilo ha la sua idea prosecuzione alla nuova area gioco, concepita come un playground diffuso, la cui configurazione è definita dalla modellazione del suolo. La pavimentazione in granito si dissolve progressivamente nel bosco- gioco, un’ampia area ombreggiata in cui il verde diventa elemento ludico insieme alle sculture – gioco “Animal Factory” (designer Luc Boscardin).
Il gioco prende forma a partire dalla morfologia del terreno: una lieve inclinazione genera un ambiente protetto e riconoscibile, privo di delimitazioni rigide in continuità con le aree limitrofe.
Accanto alle attrezzature ludiche convenzionali — scivoli, altalene, strutture per l’arrampicata — forme aperte e ambigue (non didascaliche) favoriscono il gioco simbolico e l’attivazione dell’immaginario infantile.

dati progetto